Smart Working: benefici e svantaggi del lavoro agile
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Da un anno a questa parte lo smart working è sulla bocca di tutti. Da argomento misterioso è diventato uno dei temi più dibattuti: per necessità, molte persone si sono portati il lavoro a casa, anche se lo smart working va oltre il telelavoro, con cui spesso viene confuso. La nascita di molte piattaforme per lo smart working racconta bene il cambiamento che si sta verificando nel mondo del lavoro.

Per schiarirci le idee, approfondiamo cosa sta dietro il concetto di smart working, quali sono i pilastri che lo sorreggono e i vantaggi (e gli svantaggi) legati a questo nuovo modo d’intendere il lavoro.

Cosa si intende per smart working?

Lo smart working, traducibile in italiano con “lavoro agile”, è una visione del lavoro innovativa, che dà ai lavoratori autonomia e flessibilità nella scelta dei modi, degli spazi e dei tempi di svolgimento del lavoro, allo stesso tempo responsabilizzandoli. L’attenzione passa dal canonico “orario di lavoro” al raggiungimento degli obiettivi.

Non si tratta dunque di telelavoro, ma dell’evoluzione dello stesso, che va al di là del semplice “portarsi a casa il lavoro”, ma cambia e ribalta la prospettiva, mettendo al centro la produttività.

Si tratta, com’è ovvio, di una nuova filosofia che richiede buona volontà da parte di aziende e lavoratori. Per essere efficienti, occorre molta concentrazione e la capacità d’isolarsi dall’ambiente circostante: ne sanno qualcosa i giocatori di poker, che vista la loro attività hanno buoni consigli da dare a chi si è ritrovato, volente o nolente, a lavorare non più in ufficio ma da casa. Le aziende, d’altro canto, devono superare l’idea di dover controllare direttamente l’attività dei propri dipendenti, concedendogli fiducia e richiedendo che vengano rispettate consegne e obiettivi.

I quattro pilastri dello smart working
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I quattro pilastri dello smart working

I pilastri che sorreggono la filosofia dello smart working sono quattro: tecnologie, competenze, spazi e cultura.

In primis, lo smart working necessita di una dotazione tecnologica che permetta al lavoratore di poter svolgere la propria attività in autonomia e in modo flessibile. Dunque, lo smart working è legata a doppio filo col digitale, che consente di creare un workplace completo anche nella propria abitazione e di poter comunicare con azienda e collaboratori anche a distanza.

Oltre alle dotazioni tecnologiche, lo smart working presuppone il possesso di competenze specifiche, ossia la conoscenza approfondita degli strumenti di lavoro digitali e del workflow. Il lavoratore deve padroneggiare gli strumenti (digitali, ma non solo) per completare i compiti assegnati nei modi e nei tempi stabiliti con l’azienda. La digitalizzazione dei processi aziendali è fondamentale affinché lo smart working sia effettivo e non solo “sulla carta”.

Il lavoro agile è legato al concetto di “spazio di lavoro”: andare al di là del concetto di postazione fissa, di ufficio e scrivania permette all’azienda di assumere chiunque in qualunque paese del mondo e al lavoratore di ritagliarsi uno spazio dedicato allo svolgimento del lavoro all’interno della propria abitazione oppure di sfruttare i coworking, sempre più diffusi anche Italia.

Terzo pilastro è la cultura del lavoro che, come detto, con lo smart working cambia filosofia. Cambia la filosofia delle aziende, cambia la visione del lavoratore. L’azienda deve andare oltre il “controllo” dei propri dipendenti e concedere autonomia e responsabilità; il lavoratore deve, a sua volta, svincolarsi dal tempo di lavoro per focalizzarsi su obiettivi e risultati. Lo smart working, insomma, presuppone un mutamento nell’organizzazione aziendale, che deve diventare result-based, per dirla con un inglesismo: basata su task e obiettivi, non sulle ore passate in ufficio.

Vantaggi e svantaggi dello smart working

Veniamo ai vantaggi e agli svantaggi legati allo smart working.

Per dipendenti e collaboratori, i vantaggi sono legati a flessibilità, autonomia e risparmio.
Il lavoratore può lavorare in autonomia, decidendo quando e dove lavorare, senza dover percorrere lunghi tragitti per spostarsi dalla propria abitazione al posto di lavoro, risparmiando così tempo e denaro (per non parlare dei benefici sull’ambiente). La possibilità di gestire il lavoro permette allo smart worker di avere una gestione migliore anche della propria vita. Non è un caso se molti lavoratori agili hanno affermato di sentirsi più produttivi e di riuscire a dedicare più tempo a sé stessi, ai propri hobby e ai propri cari.

D’altro canto, esistono anche alcuni svantaggi. La mancata separazione tra vita privata e lavoro può essere controproducente: lavorare a casa, laddove si vive la vita familiare, può creare un ambiente promiscuo in cui rumori ed elementi di disturbo compromettono la concentrazione e rischiano di andare a discapito della produttività.

Inoltre, senza il confronto con i propri colleghi, può avere effetti negativi dal punto di vista sociale e anche lavorativo. Ecco perché molte persone, tutto sommato, continuano a preferire l’ufficio, tenendo ben separata la propria vita privata dalla vita professionale.

Anche per le aziende ci sono vantaggi e svantaggi. Il risparmio economico, ovviamente; non dovendo allestire uffici per i dipendenti e collaboratori, le spese per utenze, attrezzature e affitto calano oppure addirittura spariscono. La possibilità di avere remote worker potenzialmente da tutto il mondo amplia il bacino di professionisti da cui attingere. Anche la produttività pare migliorare se al lavoratore vengono assegnati compiti precisi e tempi di consegna.